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SoulFood - Episodio 1: Work In Progress

Tempo di lettura: 2' c.a.

Il “Work in Progress” (tradotto “Lavoro in Progressione“) è una parte fondamentale del processo creativo.

Nell’arte contemporanea ha avuto largo utilizzo durante gli anni '60, periodo in cui molti artisti si ispiravano alle teorie psicologiche comprovate dallo Svizzero Carl Gustav Jung, il quale approfondì lo studio sull'Inconscio già iniziato da Freud, di cui era stato allievo. Ma Jung andò molto più a fondo del “maestro”.

Le più grandi opere d’arte sono state realizzate così e tutti gli artisti, chi più chi meno, sono dei lavoratori in progressione, quindi in Crescita Evolutiva. Non solo nello stile ma anche nella persona, poichè attraverso la costruzione di un’opera l’artista cresce e con lui chi l’assorbe. Da questo ecco provenire il ruolo dell'artista come guida o sciamano guaritore, così importante che in moltissimi casi una canzone o una qualunque opera hanno sanato ferite e cambiato il mondo. Se non tutto, almeno una parte.

L’Evoluzione dello stile artistico è strettamente connessa con chi lo pratica. Evoluzione è parola molto cara ad uno dei più miliari gruppi Hip-hop di Milano: I Cammelli. Ma anche ad un MC partito da Varese e trasferitosi sempre a Milano: Esa. Se ascoltate il primo album a cui ha preso parte, “Quel Sapore Particolare” del collettivo O.T.R., e poi vi orecchiate gli ultimi lavori passando da quelli con Big Fish, noterete questa faccenda dell’Evoluzione. E se contemplate l’intera sua opera riuscirete veramente a capire cosa si intenda con “evolversi pur rimanendo se stessi” - anche se il suo limite probabilmente è il medesimo di quasi tutti gli artisti italiani: l’essere ripetitivo (argomento che avrò certamente modo di approfondire in un altro episodio della rubrica SoulFood).

L’Evoluzione è anche tutto il segreto dell’Esistenza, intrisa di Creatività. Di Amore. Di Cambiamenti. Di un’alternanza di opposti che genera il Movimento, altro bullone fondamentale della Vita.

Attraverso il Work in Progress vengono fuori eccellenti risultati perché non è una cosa fatta a tavolino, ma segue il Flusso di Coscienza. Le idee escono passo passo, si sperimenta e si esplora, ci si abbandona all’Ispirazione. Questo metodo lavorativo -anche se quando si parla di creatività preferisco gioco/lavoro o lavoro/gioco - ovviamente si sviluppa nel tempo e può essere piuttosto lungo a volte, ma fa ottenere risultati maggiormente profondi.

Si tratta di Arte Libera.

Una perfetta mappatura del Work in Progress è contenuta nel racconto biblico della Creazione, libro che consiglio a tutti di studiare bene perché permette di riflettere su cosa sia la creatività e come se ne sviluppa il processo. In questo tipo di attività l’approccio è sempre spontaneo e di getto, anche se qualcosa dovesse essere stato pensato a priori la realizzazione è comunque aperta a nuove idee e modifiche che arrivano durante lo svolgimento. L’opera fatta in questa maniera risulta fluida, psichedelica (in quanto rivela l’Anima) e molto, molto personale. Tremendamente vera. Non sta lì ad accontentare la gente per le “views” o gli stupidi “mi piace”, ma esprime solo l’Anima dell’Artista: è la Creazione nella sua essenza più pura.

Attraverso questo mondo che l’Artista crea lo spettatore può arrivare a conoscere il suo, esplorando le proprie profondità fino ad arrivare a quelle Universali e scoprire così chi è davvero. Purificarsi. Eludere barriere. Arrampicarsi su un palazzo e scendere giù in picchiata senza sbattere per terra e morire. Ma allo stesso tempo morire continuamente per rinascere ogni volta. Di conseguenza scoprirà il suo ruolo e quello altrui, l’identità di tutto ciò che lo circonda in questo matto Universo.